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Quando è nata la proposta di collaborazione tra il Teatro Stabile di Torino, il regista Leonardo Lidi e i Perturbazione sul teatro di Natalia Ginzburg, la prima cosa che abbiamo fatto, istintivamente, è stata scrivere una canzone. Ti ho sposato per allegria. Così, di getto. Per allegria. Ha funzionato subito.
Dopo abbiamo perfezionato gli strumenti espressivi, dopo sono venute le scelte stilistiche. Ovvero quei limiti che ci si pone allo scopo – per citare Italo Calvino quando definiva la prosa di Natalia Ginzburg – di far passare il mare da un imbuto. Prima regola: non essere didascalici rispetto al testo teatrale. Nutrirsi cioè di tutto l’universo letterario della Ginzburg, dai romanzi ai racconti, dai saggi agli articoli. Lì c’è tutto quello che occorre per creare un’atmosfera ed emozionare, che è poi tutto ciò che si domanda a una canzone. Il resto lo dicono, o lo stanno volutamente celando tra le battute, gli attori sulla scena. Alla musica il compito di spalancare porte, liberare emozioni e qualche volta anche, semplicemente, accompagnare.

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Qualcuno che tace. Il teatro di Natalia Ginzburg 17 nov – 2 dic 2016