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Quando è nata la proposta di collaborazione tra il Teatro Stabile di Torino, il regista Leonardo Lidi e i Perturbazione sul teatro di Natalia Ginzburg, la prima cosa che abbiamo fatto, istintivamente, è stata scrivere una canzone. Ti ho sposato per allegria. Così, di getto. Per allegria. Ha funzionato subito.

Dopo abbiamo perfezionato gli strumenti espressivi, dopo sono venute le scelte stilistiche. Ovvero quei limiti che ci si pone allo scopo – per citare Italo Calvino quando definiva la prosa di Natalia Ginzburg – di far passare il mare da un imbuto. Prima regola: non essere didascalici rispetto al testo teatrale. Nutrirsi cioè di tutto l’universo letterario della Ginzburg, dai romanzi ai racconti, dai saggi agli articoli. Lì c’è tutto quello che occorre per creare un’atmosfera ed emozionare, che è poi tutto ciò che si domanda a una canzone. Il resto lo dicono, o lo stanno volutamente celando tra le battute, gli attori sulla scena. Alla musica il compito di spalancare porte, liberare emozioni e qualche volta anche, semplicemente, accompagnare.
Ci siamo resi conto, man mano che il lavoro procedeva, che ciascuno dei tre drammi della Ginzburg scelti e messi in scena ha una sua anima musicale unica e speciale; allo stesso tempo insieme formano un corpo scenico organico.
Con i Perturbazione non siamo nuovi a contaminazioni tra musica e altre forme di espressione artistica. Abbiamo lavorato con il cinema, sonorizzando film muti come The General (1926) di Buster Keaton e Maciste (1915), diretto da Luigi Borgnetto e Vincenzo Denizot; con la narrazione e la letteratura, mettendo in scena uno spettacolo chiamato Le città viste dal basso nel quale facevamo incontrare le pagine dei grandi cantautori con quelle dei grandi narratori sul tema delle città italiane. Abbiamo lavorato pure con il teatro di figura, sfruttando il talento e le competenze di Tommaso Cerasuolo (normalmente voce del gruppo) come disegnatore, mettendo in scena Concerto per disegnatore e orchestra. Ma di fatto questo è il nostro esordio sulla scena teatrale vera e propria. A servizio della scena teatrale. Come coronare un sogno sparpagliato nel cassetto da anni.
E per essere sinceri: non stiamo nella pelle.

Qualcuno che tace. Il teatro di Natalia Ginzburg 17 nov – 2 dic 2016

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